Il Paese

Storia

Gli antichi abitatori della valle vengono descritti da diversi storici romani. Di loro si è scritto che fossero tarchiati e muscolosi, che vivessero di agricoltura e pastorizia e si cibassero essenzialmente di latticini e carne. Usavano come bevanda una specie di birra ottenuta con orzo fermentato e abitavano in caverne o capanne in muratura di pietra a secco con tetti di paglia. Vivevano in stato di semi-nomadicità e in battaglia erano molto abili e, pur non avendo né la forza né l’organizzazione dei Romani, tennero loro testa per decenni.Nel combattimento ricorrevano spesso agli agguati: attaccavano di sorpresa per poi scomparire tra le folte boscaglie dei monti.In genere, gli scrittori latini misero in cattiva luce i Liguri e li descrissero come sleali, scaltri e illetterati. "E’ più difficile scovarli che batterli", scriveva uno storico. La ragione di ciò va ricercata forse nel fatto che i Liguri seppero impegnare a fondo l’esercito romano, quell’esercito che già aveva domato gli altri popoli dell’Italia, cacciato i Cartaginesi dalla Sicilia, sparso il terrore fin sotto le mura di Cartagine, ma che ancora non riusciva a domare un popolo di montanari malamente armato di archi e fionde. Tito Livio afferma che per assoggettarli se ne dovettero trapiantare cinquantamila nel Sannio, numero che pare alquanto sproporzionato a fronte di quella che doveva essere la consistenza della popolazione dei Liguri. Il console romano Claudio Marcello (quello che diede il nome a Montemarcello nel Comune di Ameglia) passò lungo la valle in piena espansione romana, poi fu Annibale a passare da queste parti,dalla valle di Torza entrò in Toscana. Il borgo di Carro sorse in età medievale, appartenente al vicariato di Framura. Nell'XI secolo fu dominio estense e poi malaspiniano e più avanti fu dato in feudo dai visconti di Carro ai Da Passano. Per la sua importanza strategica, posto sulla via che dal mare portava a Piacenza, attirò l’attenzione della Repubblica di Genova, che nel XV secolo lo innalzò a Podesteria. Carro divenne indipendente nel 1556, con statuti propri, fino all’arrivo di Napoleone.Dopo il Cogresso di Vienna del 1814, seguì le sorti della Repubblica di Genova e quindi del Regno di Savoia, fino all'unità d'Italia. Ormai scomparso, del castello di Carro è rimasto il toponimo della frazione. Eretto per volere dei Fieschi, il castello è individuabile oggi in alcune tracce nella chiesa di San Giorgio, costruita sulle sue basi.

carta della Val di Vara 178 d.c.
Cartina della Val di Vara risalente al 178 d.c.

Ed ora concentriamoci sul nostro paese,Ziona.Il nome del paese, anticamente, nacque come "Zona". Questo perche' vi fu costruito un grande carcere, i cui resti sono tutt'oggi ben visibili. Il carcere era circondato da mura, e si possono notare ancora le due entrate con la loro caratteristica forma. In seguito si racconta che i parenti dei reclusi cominciarono ad abitare il luogo circostante, costruendo la chiesa proprio alle spalle delle mura. La chiesa, dedicata al Santo Nome di Maria,conserva,fra l'altro, un bellissimo trittico del '500. Nelle mappe della Liguria datate fra fine '700 e fine '800, infatti,nonostante avesse piccolissime dimensioni geografiche, Ziona risulta evidenziata con particolare importanza rispetto agli altri borghi della Val di Vara.In quegli anni i maggiori centri erano infatti Ziona e Godano.